Chi siamo?

da dove cominciare a ringraziare chi s’illumina e divulga?
siate connessi alla vostra essenza, è ora di prendersi cura individualmente di noi stessi e di chi e cosa ci circonda!

Human-Being

Di Franco Remondina
E’ dura non avere conoscenza di sè. Noi siamo una specie a cui viene sistematicamente impedita questa conoscenza. In questo senso è impostata la nostra filosofia, religiosità, società. È un dato di fatto. Ogni società strutturata impedisce di fatto ogni progresso individuale. Se pensate alla stereotipia dell’invenzione, capite che siamo passati da Galileo, Leonardo, Tesla, Keely, Maiorana, che erano individui e agivano individualmente, al “team” di scienziati. Non ci sarebbe alcuna ragione per farlo, ma invece si fa. È per il controllo! È per commissariare gli stati di coscienza. È una operazione che privilegia la “razionalità controllata”, piuttosto che l’ispirazione! Sono pippe mentali? No, tutt’altro, sono il nocciolo della questione! Sapete, c’è una differenza tra i pensieri e le idee: le idee non sono di questo mondo! Le idee necessitano di qualcosa che non è di questo mondo, di una componente ispirativa che prevede l’annullamento dell’identità individuale, insomma uno “stato alterato”. Erroneamente il linguaggio corrente confonde con una equivalenza idee e pensieri… ma c’è diversità di “stato” tra le due cose. Un conto è il riassemblare pensieri in modo “nuovo”, un altro conto è uscire dalle catene di pensieri e rientrarne con un’idea. Una cosa cosi, produce un cambiamento individuale definitivo! Non sei più vincolato al riassemblaggio dei pensieri, sei libero! Forse per la prima volta! Anzi, libero e solo! Ecco, se guardate alle vite degli inventori, quelli veri, la costante è la solitudine. È l’incapacità che acquisiscono a maneggiare alla vecchia maniera i pensieri, a farli sentire così soli. Uno dice: perchè non rinunciano? Perchè non possono! È evidente. Rimangono “illuminati” permanentemente da quello stato in cui sono precipitati per qualche istante della loro vita, impressionati come una lastra fotografica, come un drogato. Il loro unico scopo è quello di riprecipitare lì. Nessuna convenzione sociale ha più valore per loro… Tuttavia, pur non curandosi delle convenzioni sociali, non concepiscono mai il mondo come qualcosa da “possedere”, a danno e contro gli altri. L’aver avuto delle “idee” li trasforma sul piano dell’emotività. Per questo sono pochi gli inventori, per questo sono tantissimi i “team”. È una necessità imposta dalla struttura della società e da chi la controlla. Cosi, abbiamo il giochino delle invenzioni, come la macchina a idrogeno, che non viene resa disponibile a tutti. O come molte altre di cui non sapete. Vogliono che vi perdiate dietro a domande come: “Perchè non viene prodotta?” e che siate voi stessi a darvi le risposte. Il controllo! Per cosi dire, il controllo “secondario”. Si, perchè c’è qualcosa che sostiene questa strategia, qualcosa che vale assolutamente la pena di nascondere, a qualunque costo: chi siete, e quali capacità avete. Questo è il controllo “primario”. La macchina a idruro? Cazzate! Ci vuole un “piccolo acceleratore di particelle”… Cazzate! Una trappola sensoriale. Vi racconto una cosa su un tizio: San Antonio da Padova. Venuto a conoscenza che il padre era stato accusato e incarcerato per omicidio, Antonio decide di partire per il Portogallo. L’anno, mi pare fosse il 1225, dico cosi, a memoria. Ora, se parti il martedi da Bologna, a piedi, quanto ci metterai ad arrivare in Portogallo? Beh, lui ci mise due giorni! Niente macchina a idrogeno, niente free energy, niente di niente. E’ questo che ci vogliono nascondere! Chi ha organizzato le società umane teme forse questa roba? Cosa c’è nell’uomo di cosi straordinario? C’è questa capacità che è chiamata in due modi nelle scritture: Israele e Cristo. Sono due termini che hanno subito ogni sorta di stravolgimento del loro vero significato. Significano entrambi: la capacità di concepire l’Ideale! Ecco! La parola Idea-le, dice da sola, dello stato che possiamo avere per essere definitivamente liberi…  Tocca a noi scoprirlo. Perché accada, devi almeno sapere che c’è!